Avevo passato tre giorni a chiamarli, uno squillo dopo l’altro, immaginandoli morti in un fosso, stringendo un caffè freddo fino a farmi male. Ero partito all’alba con mia moglie per correre a…
Alle due di notte ero in cucina con una tazza di caffè ormai freddo, stretto tra le mani così forte che le nocche erano diventate bianche. Il telefono era lì, muto sul tavolo, e io lo fissavo come si fissa una persona in coma, sperando che respirasse. Tre giorni di silenzio, tre giorni in cui … Read more